Diffusi i dati del VII Rapporto ‘Impararesicuri’ di Cittadinanzattiva – A dicembre l’anagrafe dell’edilizia scolastica e la fine delle proroghe per la messa a norma degli edifici
Roma (23 settembre 2009).- In estate si è fatto un gran baccano sulla riforma Gelmini e sugli effetti disastrosi che avrebbe avuto sul variegato mondo scolastico. Si è parlato di precari, di insegnanti di educazione fisica e di religione. Poco o nulla delle strutture, spesso fatiscenti, che in ogni paese o città d’Italia ospitano le nostre scuole. Una rinfrescatina, qualche tocco di colore, una cazzuola di cemento lanciata qua e là per poterle rimettere in pista come nuove. Anche se nuove non sono tanto che sotto quel maquillage, veloce quanto inutile, lasciano trasparire tutti i loro anni e i loro acciacchi. Ad accendere i riflettori su questo argomento scottante ma mai risolto ci ha pensato Cittadinanzattiva, l’associazione che da oltre sette anni indaga sulla sicurezza delle nostre scuole.
Dal VII Rapporto ‘Impararesicuri’ di Cittadinanzattiva, presentato nei giorni scorsi a Roma, emerge l’immagine di una scuola un pò cadente su sicurezza, qualità e comfort. Il Rapporto 2009 fa riferimento a 106 scuole di 11 regioni, per un totale di 33.606 studenti, di cui 610 disabili, e 3.726 insegnanti.
Aule invivibili, bagni sporchi, palestre inagibili, cortili immondezzai. E poi crolli di intonaco, sedie e banchi rotti, barriere architettoniche, cavi volanti, pavimenti sconnessi. Un campionario di insicurezza diffuso nelle nostre scuole da Nord a Sud, con alcune situazioni paradossali: ad esempio l’aula con luci talmente soffuse da sembrare un night club, la scuola con 12 alunni disabili ma senza bagni adeguati, e quella senza riscaldamento anche se inaugurata solo tre anni fa.
E a dicembre, quando scatterà l’anagrafe dell’edilizia scolastica promessa da Gelmini, la situazione non dovrebbe migliorare. “Ci auguriamo – spiega Adriana Bizzarri - che i risultati siano resi pubblici e soprattutto che servano da base per disporre gli interventi necessari e non più prorogabili”....Continua sul prossimo numero di www.diariosette.it
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