Roma (22 ottobre 2009) – Si chiama “Innocenti Insight” il rapporto dell’Unicef sulle condizioni di vita delle famiglie dei bambini immigrati in otto paesi industrializzati: Australia, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Svizzera, Regno Unito e Stati Uniti.
Bambini che rappresentano una larga porzione della popolazione complessiva infantile nei paesi sui quali si è soffermata l’indagine: in Italia il 10 %; nel Regno Unito il 16 %; in Francia il 17 %; nei Paesi Bassi e negli Stati Uniti d'America il 22 %; in Germania il 26 %; in Australia il 33 % e in Svizzera il 39 %.
Quello che emerge da questo nuovo rapporto è che molti bambini e adolescenti immigrati si trovano in situazioni di svantaggio rispetto ai bambini e ai ragazzi autoctoni. L’esempio è dato dal tasso di povertà che è più alto tra le famiglie immigrate con bambini rispetto a quelle autoctone, del 6-7 % in Australia, del 12-13 % in Germania, Francia e Stati Uniti.
“Nonostante le differenze culturali, religiose, linguistiche ed etniche, i bambini, figli di immigrati, presentano spesso situazioni simili ai loro coetanei autoctoni, per quanto riguarda la composizione della famiglia e la condizione lavorativa dei genitori, ma spesso affrontano sfide educative ed economiche maggiori e tassi di povertà più alti”, afferma il professor Donald Hernandez, autore dello studio ed esperto di politiche sociali.
Secondo il rapporto, il benessere di questi bambini e adolescenti, in particolar modo di coloro che provengono da paesi a basso e medio reddito, è compromesso in molti ambiti, tra cui la sanità, l'istruzione, la sicurezza economica e abitativa e le opportunità lavorative. I bambini, figli di immigrati, rappresentano una percentuale significativa del totale di tutti i bambini che risiedono nei paesi presi in esame nello studio. Tuttavia, si sa molto poco sulle loro condizioni di vita. I bambini, figli di immigrati, sono ben lontani dal rappresentare una popolazione omogenea. ...Continua su www.diariosette.it