Il promotore finanziario sospeso dalla Consob non è rintracciabile – le proteste dei cittadini di Altavilla che attendono la restituzione dei loro risparmi affidati al compaesano
Avellino (12 novembre 2009).- Erano gli anni settanta quando, concluso il liceo, tentai di vendere enciclopedie porta a porta. Capii subito che non avrei sfondato; riuscii a chiudere l’unico contratto di quella mia esperienza grazie al mio capo area che mi dimostrò, in un disperato quanto inutile tentativo di tenermi nel gruppo, come avrei dovuto comportarmi. Abbandonai dopo due settimane. Non avrà certamente pensato a questo Roberto Sarti quando, giovane studente di Economia, decise di dedicarsi all’attività di promotore finanziario. Aveva buone capacità dialettiche, una cerchia di amicizie che avrebbero dovuto fare da apripista ma, anche, una rete di avellinesi e beneventani già inseriti nell’attività. In breve tempo i confini di Altavilla Irpina, dove il Sarti risiede insieme a moglie e figlio, diventano troppo stretti. Iniziano i viaggi verso Como, Brescia e Lugano ma, anche la conoscenza di clienti facoltosi. Gli anni novanta sono importanti per Sarti; sono gli anni in cui stringe rapporti di lavoro con
Neppure la messa in liquidazione della Remar Sim, avvenuta nel dicembre del 2006, riesce a fermare Sarti che confida sulla scarsa propensione dei suoi clienti ad interessarsi di notizie economiche e finanziarie. A quegli ignari risparmiatori è sufficiente conoscere quanto hanno guadagnato. E’ l'inchiesta sulla Curia salernitana che tarpa le ali a Roberto Sarti. Sarti insieme a Giovanni Lizza racimola per conto della Remar Sim di Brescia, società che come abbiamo già detto viene liquidata nel dicembre 2006, i soldi di ignari risparmiatori per poi trasferirli nelle casse della Popolare di Lodi, sede di Lugano, la banca che era guidata da Giampiero Fiorani arrestato per la scalata della Antonveneta....Continua su www.diariosette.it
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