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venerdì, 27 marzo 2009

Il consigliere comunale risponde alle accuse mosse da Baldi e chiede più attenzione alle necessità cittadine

 

Cava de’Tirreni (27 marzo 2009). - “Un passaparola scritto e non scritto sul fatto che il sindaco di Cava sia distratto rispetto all’argomento ospedale, che non stia facendo nulla, dando adito a qualche garibaldino di ventura, guarda caso anche impegnato in campagne, non guerrafondaie ma elettorali, ad ergersi a paladino della sanità cavese. Questo non è né giusto né etico. Non si può immolare, sull’altare del consenso elettorale, la figura di un sindaco che sta dando il proprio impegno con abnegazione e dedizione totale nella difesa della città di Cava de’Tirreni e nel garantire il diritto alla salute dei cittadini, sacrificando se stesso e i suoi affetti. Questo non è il momento delle divisioni”.

Con questo comunicato l’assessore alla salute, Germano Baldi, risponde alle posizioni del consigliere comunale Luigi Napoli rispetto alla questione legata al futuro del nosocomio cavese. Una risposta velata, ma come si dice ‘a buon intenditor poche parole’, e sulla scia di risposte date senza alcun fondamento, Napoli controbatte mettendo in evidenza le contraddizioni:“Molto probabilmente Baldi dimentica di essere parte integrante e esponente di quella stessa coalizione politica che da 10 anni, come ho sottolineato già la scorsa volta, ha messo in ginocchio l’intera Regione Campania. L’assessore si contraddice ad ogni passo. E’ pur sempre il centro sinistra che ha portato allo sbando la sanità campana e ora ne paga le conseguenze anche l’ospedale di Cava con tutti i suoi cittadini”.

Dunque Napoli ed il Pdl chiedono di avere delle risposte concrete e non delle derisioni ad ogni proposta avanzata. “Non mi ergo a paladino della sanità cavese perché impegnato in campagna elettorale, da sempre sono interessato alle sorti dell’ospedale di Cava e da cittadino, prima ancora che da politico, vorrei avere delle risposte concrete – continua Napoli – l’assessore sostiene che questo non sia il momento delle divisioni, ma evidentemente non si è reso conto che le divisioni più grandi sono proprio all’interno della coalizione alla quale appartiene”.

Oltre che per la questione sanità a Cava, il consigliere comunale, Luigi Napoli, intende far luce anche su un’altra questione cittadina.

“Cava è divenuta un ingorgo senza fine a causa della potatura delle piante. L’assessore Baldi che tanto si prodiga per la città non ha ben calcolato i tempi lavorativi legati a doppio nodo alle necessità cittadine. Non è stato in grado di programmare, come ogni anno del resto, questo lavoro di manutenzione. Non si è preoccupato del fatto che la potatura non avvenisse negli orari di punta. I lavori iniziano al mattino quando vengono aperti gli esercizi commerciali e tutti si recano in ufficio o a scuola, senza considerare i momenti di maggiore traffico durante la giornata. Il tutto rende la città invivibile, dando non pochi problemi alla viabilità”.

postato da: VincenzoGreco alle ore 16:42 | link | commenti
categoria:cronaca, salerno e regione
giovedì, 26 marzo 2009
Roma (26 marzo 2009).- L'allarme è contenuto nel rapporto annuale Espad (European School Project on Alcool and Other Drugs), progetto europeo di indagini sull'uso di alcol, droga e sostanze psicoattive nelle scuole, curato per la parte italiana dall'Istituto di fisiologia clinica del CNR di Pisa: 1 minorenne italiano su 10 utilizza impropriamente psicofarmaci senza alcuna prescrizione medica. La ricerca ha indagato nel dettaglio le abitudini dei minori tra i 15 e 16 anni in 35 paesi Europei. "I dati italiani di consumo di molecole psicoattive non sono allineati alla media europea, ma sono significativamente più alti”, ha spiegato all’agenzia stampa Apcom la ricercatrice del CNR Sabrina Molinaro, che da anni si occupa di queste tematiche. In questo ambito infatti la media europea è del 6%, di quattro punti percentuali più bassa rispetto a quella italiana che è del 10%. La tendenza generale mostra un ritorno verso i livelli massimi registrati a metà anni novanta: in particolare emerge che a fare uso degli psicofarmaci sono più le ragazze (13%) rispetto ai ragazzi (7%). La Molinaro spiega che le tipologie di farmaco che i ragazzi dichiarano di assumere sono soprattutto quelli per l’insonnia, quelli per regolare l'umore (antidepressivi) e quelli per l'iperattività (inclusi vari anfetaminici). L'8% degli studenti dice di averne fatto uso una volta negli ultimi dodici mesi, il 4% almeno una volta negli ultimi 30 giorni e ben l’1% dice di averne fatto uso almeno 20 volte nell'ultimo mese. I dati del rapporto del CNR confermano che l'uso di psicofarmaci tra i ragazzi è più frequente quando si è in presenza di un cattivo rapporto con genitori e insegnanti, oppure quando gli studenti hanno un rendimento scolastico insufficiente.

Ma i ragazzi come si procurano le dosi di psicofarmaci? Probabilmente li trovano in casa, nell'armadietto dei medicinali di famiglia. Enrico Malizia, Professore di Farmacologia all’Università “La Sapienza” di Roma, ha confermato oggi pomeriggio in una trasmissione a Radio 1 RAI la potenziale gravità della situazione: “Il cervello di organismi in via di sviluppo, come può essere un 15enne, non è ancora formato: il danno tossicologico acuto sul sistema nervoso centrale è certo, inoltre questo tipo di molecole rischiano di dare dipendenza”. Emilia Costa, Professore Emerito di Psichiatria dell’Università “La Sapienza” di Roma e Primario di Psicofarmacologia, aggiunge: “Un dato sconvolgente, significa che il 10% dei nostri giovani ha problemi irrisolti e prova un senso di inadeguatezza nei confronti delle difficoltà della vita. Dobbiamo indagare nel profondo: questi giovani si sentono già anziani, ed hanno bisogno di supporti artificiali dall’esterno che li sorreggano”. Conclude Luca Poma, giornalista e portavoce di “Giù le Mani dai Bambini”, il più rappresentativo comitato italiano per la farmacovigilanza pediatrica, che punta il dito contro le istituzioni di controllo sanitario: “Da tempo monitoriamo con crescente preoccupazione la situazione dell’uso ed abuso di psicofarmaci in Italia, ma per Istituto Superiore di Sanità ed Agenzia Italiana del Farmaco era tutto sotto controllo, l’utilizzo di questi prodotti era nella norma, le nostre erano preoccupazioni infondate. Sbagliavano, ben sapendo di ridimensionare un fenomeno che invece era in espansione”.

postato da: VincenzoGreco alle ore 20:43 | link | commenti
categoria:abuso psicofarmaci
giovedì, 26 marzo 2009

Il caso di Carlo Parlanti, il cittadino italiano che dal 3 Giugno 2005 si trova rinchiuso in un carcere della California, sarà oggetto dello 'speciale' che andrà in onda il 7 aprile su Unis@und , la webradio dell'Università di Salerno, (www.webradio.unisa.it).  

postato da: VincenzoGreco alle ore 13:44 | link | commenti
categoria:politica, esteri, cronaca
lunedì, 23 marzo 2009

Salerno (23 marzo 2009).- Giovedì 26 marzo – inizio ore 11 – nell’aula 2 Scienze Politiche (c/o fontana di piazza del Sapere) – in occasione della presentazione del libro Il Cecchino e la Bambina – emozioni e ricordi di un inviato di guerra del giornalista RAI   Franco Di Mare, a cura di UNIS@UND web radio dell’Università di Salerno si terrà l’incontro coordinato dal Dr. Francesco Colucci (responsabile Ufficio rapporti con la stampa e promozione d’Ateneo) a proposito di GUERRA  E  DINTORNI - Dialogo (con prologo) intorno alla perduta innocenza e negata verità. 

E’ prevista la partecipazione di Franco Di Mare - (giornalista RAI); Antonio Bottiglieri - (dirigente RAI); Andrea  Cioffi - (componente Associazione Emergency); Massimo Panebianco - (Docente Università di Salerno); Adalgiso Amendola - (Docente Università di Salerno). 

L’evento, trasmesso in diretta da UNIS@UND web radio e preceduto da un prologo del regista teatrale Andrea Carraro, sarà caratterizzato da collegamenti telefonici con volontari e missionari operanti nei principali teatri di guerra.

 

- Comunicato stampa a cura di Alessandro Livrieri - 

 

 

postato da: VincenzoGreco alle ore 13:22 | link | commenti
categoria:cronaca, scuola e università, salerno e regione
giovedì, 19 marzo 2009
Andando sulla pagina http://www.webradio.unisa.it/podcast-16-2-6.html è possibile scaricare lo speciale del 18 marzo sul bullismo.
postato da: VincenzoGreco alle ore 20:23 | link | commenti
categoria:cronaca, scuola e università, salerno e regione
mercoledì, 18 marzo 2009

Salerno (18 marzo 2009).- Per la maggioranza dei bambini intervistati il bullismo è una prepotenza contro un compagno più debole che si ripete spesso (59,9%); per il 17,7% si tratta di un’azione che va contro la legge. Sono una minoranza i soggetti che manifestano una posizione più “indulgente”, che sottovaluta la gravità di questi comportamenti: per il 7,3% si tratta di un gioco tra compagni, per il 6% di un litigio o una presa in giro.
Il 27,8% dei bambini tra i 7 e gli 11 anni è stato più volte vittima di brutti scherzi, il 26,6% di provocazioni e/o prese in giro ripetute, il 25,6% di offese immotivate e ripetute e il 17,6% di continua esclusione e isolamento dal gruppo . Simili i dati registrati nella fascia 12-19 anni: il 21,6% di adolescenti dichiara di aver subito più volte provocazioni e/o prese in giro ripetute, il 17,9% offese immotivate e ripetute, il 14,4% brutti scherzi e l'8,1% continua esclusione e isolamento dal gruppo. E’ quanto emerge dal 9° Rapporto sulla Condizione dell'Infanzia e dell'Adolescenza.
Quello del bullismo è un fenomeno che si può manifestare con diverse modalità, più o meno esplicite e più o meno evidenti e che, spesso, ha conseguenze estremamente e drammaticamente gravi.
Di qui l’elevato interesse da parte di insegnanti, personale scolastico e socio-educativo; ma anche una serie di quesiti ai quali va data una risposta immediata. Come reagisce la vittima di fronte al bullo? Che cosa prova un bambino di fronte ad un episodio di bullismo? Come si comporta chi assiste ad episodi bullismo? Che cosa si può fare per fermare il bullismo? Quanti episodi di bullismo si verificano tra i banchi scolastici? Come intervengono gli insegnanti? A queste e ad altre domande risponderanno gli ospiti dello Speciale che Unis@und, la Webradio dell’Università di Salerno (www.webradio.unisa.it ), manderà in onda oggi 18 marzo, dalle ore 16.15 alle ore 17.30.
'Un mondo senza bulli' è il tema dello speciale condotto da Francesco Colucci e Vincenzo Greco; interverranno: On. Luigi Cocilovo, vice presidente del Parlamento europeo; on. Massimo Polledri, membro della Commissione parlamentare per l’infanzia; dott.ssa Cristiana De Paoli, Save The Children; dott.ssa Maria Rita Munizzi, presidente Moige; dott.ssa Chiara Angioletti, Telefono Azzurro; prof.ssa Giulia Savarese, Università di Salerno; dott. Sergio De Martino, Aquilone blu onlus; dott. Vincenzo Roca, questore di Salerno.
Come per gli altri speciali di Uns@und è possibile intervenire in diretta telefonando allo 089 96 27 11, inviando un Sms al numero 320 74 06 100 oppure una mail a direttawebradio@unisa.it

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venerdì, 13 marzo 2009

Salerno (13 marzo 2009).-. Per la maggioranza dei bambini intervistati il bullismo è una prepotenza contro un compagno più debole che si ripete spesso (59,9%); per il 17,7% si tratta di un’azione che va contro la legge. Sono una minoranza i soggetti che manifestano una posizione più “indulgente”, che sottovaluta la gravità di questi comportamenti: per il 7,3% si tratta di un gioco tra compagni, per il 6% di un litigio o una presa in giro.

Il 27,8% dei bambini tra i 7 e gli 11 anni è stato più volte vittima di brutti scherzi, il 26,6% di provocazioni e/o prese in giro ripetute, il 25,6% di offese immotivate e ripetute e il 17,6% di continua esclusione e isolamento dal gruppo . Simili i dati registrati nella fascia 12-19 anni: il 21,6% di adolescenti dichiara di aver subito più volte provocazioni e/o prese in giro ripetute, il 17,9% offese immotivate e ripetute, il 14,4% brutti scherzi e l'8,1% continua esclusione e isolamento dal gruppo. E’ quanto emerge dal 9° Rapporto sulla Condizione dell'Infanzia e dell'Adolescenza.Quello del bullismo è un fenomeno che si può manifestare con diverse modalità, più o meno esplicite e più o meno evidenti e che, spesso, ha conseguenze estremamente e drammaticamente gravi.

Di qui l’elevato interesse da parte di insegnanti, personale scolastico e socio-educativo; ma anche una serie di quesiti ai quali va data una risposta immediata. Come reagisce la vittima di fronte al bullo? Che cosa prova un bambino di fronte ad un episodio di bullismo? Come si comporta chi assiste ad episodi bullismo? Che cosa si può fare per fermare il bullismo? Quanti episodi di bullismo si verificano tra i banchi scolastici? Come intervengono gli insegnanti?

A queste e ad altre domande risponderanno gli ospiti dello Speciale che Unis@und, la Webradio dell’Università di Salerno (www.webradio.unisa.it), manderà in onda il prossimo 18 marzo, dalle ore 16.15 alle ore 17.30. 'Un mondo senza bulli' è il tema che sarà affrontato da parlamentari, pedagogisti, rappresentanti delle istituzioni e delle associazioni.

postato da: VincenzoGreco alle ore 15:37 | link | commenti
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mercoledì, 11 marzo 2009
Salerno (10 marzo 2009).-Il testamento biologico o testamento di vita (dall’inglese ‘living will’) è un documento con il quale la persona affida al medico indicazioni anticipate sui trattamenti sanitari che si è disposti a ricevere o a cui si vuole rinunciare nel caso in cui un incidente grave o una malattia rendano impossibile manifestare la propria volontà. 

Sul testamento di vita e sul dibattito bioetica si è sviluppata, da anni, una vera e propria articolazione di posizioni che è esplosa prima con il caso Welby e poi con quello più recente di Eluana Englaro. I medici si interrogano sulla compatibilità dei testamenti di vita con i loro doveri deontologici. I bioeticisti discutono se nella sfera di insindacabile autodeterminazione del malato si possa far rientrare  l’eutanasia. Il dibattito è  appena agli inizi e, da molti, viene rimosso perché ritenuto inquietante. Un argomento spinoso sul quale si interroga, anche, il mondo accademico salernitano. “Il testamento biologico -il diritto tra la vita e la morte” è infatti  il tema di un convegno organizzato dal dipartimento di ‘Diritto dei Rapporti Civili ed Economici nei Sistemi Giuridici Contemporanei’ dell’Università di Salerno. 

“Uno degli apporti più qualificanti dello studio del diritto comparato-scrive Salvatore Sica, coordinatore di LGD Dialoghi - è senza dubbio il ripensamento della nozione in sé di norma giuridica: soltanto chi pone a raffronto ordinamenti che appartengono a sistemi giuridici con differenti tradizioni, culture, modelli è consapevole che la ‘regola dell'agire’ ha una
genesi complessa, spesso frutto di confronto-scontro tra i ‘formanti’ del diritto, Legge-Dottrina-Giurisprudenza”.
Osservazione  ancora più attuale e pregnante in una società multilivello, in cui si contrappongono spinte differenti, sono in campo interessi confliggenti, non c'è più una necessaria tavola di valori condivisi. ”In tale quadro il legislatore- aggiunge Sica - rischia di essere ora troppo indeciso, ora frettoloso e di parte; il giudice è tentato di ricoprire ruoli di supplenza e la dottrina è spesso alla ’rincorsa’ di una legislazione ‘alluvionale’ o di una giurisprudenza non sempre coerente, abdicando al ruolo di Auctoritas orientativa”. 

L'università deve assumere, dunque, il compito di fungere da luogo di dialogo tra i formanti del diritto, ‘terzo’ ma non ‘neutrale’,in una dimensione sì scientifica, ma anche di partecipazione attiva.
Per Sica, quindi,  “LDG- Dialoghi è un'iniziativa seminariale che punta a coprire questo spazio, senza eccesso di ambizione e, nondimeno, con la convinzione che non sia più tempo di chiusura del sapere in una ‘torre d'avorio’, con la sola (vana) preoccupazione di evitare la contaminazione. ‘LGD-Dialoghi’ intende, al contrario, - conclude Sica -realizzare un'opera di sana contaminazione dell'attività di ricerca con l'attualità più stringente, di circolazione di idee, preludio a soluzioni, se possibile, condivise. Questi il senso e l'auspicio, questa la difficile sfida”.

 Il convegno, che  si svolgerà il prossimo 13 marzo presso l’aula delle lauree ‘Nicola Cilento’, avrà inizio alle ore 10.00  con i saluti del Rettore, Raimondo Pasquino, del preside della  facoltà di Giurisprudenza,  Enzo Maria Marenghi, del direttore del dipartimento dei Rapporti Civili ed Economici, Gabriella Autorino. L’introduzione è affidata a  Salvatore Sica, Coordinatore ‘LDG Dialoghi’. Il dibattito sarà preceduto dai dialoghi a cura di Pasquale Fimiani, consigliere di Cassazione,  Pasquale Stanzione, giurista, di Marco Calgaro, deputato, del ministro  per l'Attuazione del programma di Governo,  Gianfranco Rotondi.

- Comunicato stampa -

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categoria:cronaca, scuola e università, salerno e regione
mercoledì, 11 marzo 2009

 Bonanni: “ci sono migliaia di persone in difficoltà che devono sentirsi protette” –Fammoni: “effetti devastanti della crisi sull’occupazione”

 

Roma (11 marzo 2009).-Preoccupano gli ultimi dati sull’occupazione resi noti dall’Inps: sono 370 mila, infatti,  i lavoratori che hanno perso il posto di lavoro solo in questi due ultimi mesi; e sale al 46,13%, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno,  il numero delle domande di indennità di disoccupazione.

Le proporzioni di questa crisi – dichiara il leader della Cisl , Raffaele Bonanni -sono davvero inedite e allarmanti. Dietro i dati freddi dell'Inps ci sono migliaia di persone in difficoltà che devono sentirsi protette. Senza farsi prendere dal panico, ciò che conta in questo momento è l'impegno concreto a garantire la salvaguardia del reddito dei lavoratori e nello stesso tempo far partire misure anticicliche per uscire dalla crisi. Per questo  è necessario rafforzare ancora di più  la politica di concertazione”. La protesta sindacale è ovviamente generale.

Serve un’azione tempestiva del governo”, afferma il segretario generale dell’Ugl, Renata Polverini, che sottolinea la necessità e l’opportunità di “tenere al riparo il nostro mercato del lavoro da facili espulsioni, da un lato attivando strumenti di solidarietà, e ridurre il ricorso alla cassa integrazione, dall'altro con incentivi alla produzione vincolando le imprese al mantenimento dei livelli occupazionali”.

E per  Fulvio Fammoni,  segretario confederale della Cgil, siamo in presenza di  un nuovo e drammatico dato che conferma gli effetti devastanti della crisi sull’occupazione”.

Dati reali - aggiunge Fammoni - che sono anche il frutto delle mancate risposte alla nostra denuncia sul licenziamento dei precari alla fine del 2008 e che, soprattutto, confermano la gravità della situazione e di fronte ai quali non si può far finta di niente o professare vano ottimismo”.

I precari. Sono loro,  l’altro aspetto del bubbone economico; vera spina nel fianco dell’attività politica. Sono circa tre milioni e rappresentano il 12% del totale degli occupati in Italia. Dal 2004 al settembre scorso sono aumentati del 16,9%. Ben 5 volte di più dell’incremento registrato dai lavoratori dipendenti a tempo indeterminato che sono cresciuti, nello stesso periodo, del 3,1%. Il Mezzogiorno è la macro area dove sono più numerosi: ben 940.400 pari al 33,4% del totale nazionale. Stiamo parlando dei lavoratori atipici più comunemente chiamati “precari”. Secondo un recente studio condotto dalla CGIA di Mestre è, infatti,  il Sud la ripartizione geografica che ne conta di più....Continua su www.diariosette.it
postato da: VincenzoGreco alle ore 16:58 | link | commenti
categoria:economia, cronaca