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giovedì, 30 ottobre 2008

Torino (30 ottobre 2008).- Da oggi, gli oltre 70.000 operai e impiegati del Gruppo Fiat in Italia hanno la possibilità di aderire a un fondo di assistenza sanitaria integrativa loro riservato. Sono infatti aperte le adesioni a FASIFIAT, il Fondo integrativo del Servizio Sanitario Nazionale del Gruppo Fiat, costituito in base a un accordo stipulato il 25 febbraio 2008 tra Fiat SpA e le Organizzazioni Sindacali FIM FIOM UILM FISMIC, cui ha anche aderito l’UGL Metalmeccanici.

A fronte di un contributo annuo pari a 150 euro, di cui solo 50 a carico del lavoratore, operai e impiegati possono ottenere, nelle diverse misure previste, cure odontoiatriche in linea con le recenti previsioni normative in materia di sanità integrativa, lenti correttive della vista, visite specialistiche e ogni tipo di esame e accertamento diagnostico, terapia ecc., programmi di prevenzione con check-up periodici, pacchetto maternità, ricoveri e interventi chirurgici estesi a centinaia di casi e con un massimale di 150.000 euro annui per persona, nonché il rimborso integrale dei ticket.

Il Fondo mette a disposizione una struttura di servizio capace di fornire tutte le prestazioni in regime di assistenza diretta, pur essendo anche consentito il ricorso a strutture e professionisti di propria scelta con successivo rimborso di spesa. L’assistenza diretta offre agli assistiti la possibilità di fruire delle prestazioni senza dover anticipare alcuna spesa, godendo del pagamento diretto da parte del Fondo.

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categoria:economia, cronaca
mercoledì, 29 ottobre 2008
Salerno (29 Ottobre 2008).- Presentato, stamani, nella Sala Giunta di Palazzo Sant'Agostino, il progetto “Turismo senza barriere”. L'iniziativa, illustrata dall'Assessore Provinciale alle Politiche Sociali, Guerino Terrone, ha una duplice finalità: sociale e turistica.Si vuol creare una rete nazionale di percorsi turistici senza barriere arichitettoniche, caratterizzata da strutture specializzate, in grado di offrire ai diversamente abili i necessari servizi alla persona.
Di riflesso, si punta ad aumentare la qualità della vita delle popolazioni che vivono nei comuni aderenti all'iniziativa.Il Progetto è stato presentato alla Bit di Milano e alla Borsa Verde di Vallo della Lucania e, ora, la Provincia di Salerno lo sta proponendo in tutta Italia affinchè diventi presto strumento nazionale a disposizione della numerosa categoria dei diversamente abili europea, ma non solo.Importante anche la ricaduta turistica ed economica: in Europa esistono 50milioni di diversamente abili; di questi, 36milioni manifestano forte propensione a viaggiare per turismo, ma solo il 17% lo fa concretamente affrontando, di rimando, grossi problemi.“Salerno senza barriere” si occupa di mettere a disposizione consolidate esperienze professionali nell'ambito socio-sanitario, nella gestione di attività turistiche e dei servizi di comunicazione informatizzata. Inoltre, si favoriranno contatti tra operatori turistici, fornitori, servizi, ditte specializzate, potendo contare su un data base delle associazioni di categorie.
postato da: VincenzoGreco alle ore 19:14 | link | commenti
categoria:economia, cronaca, salerno e regione
mercoledì, 29 ottobre 2008

Domani 30 ottobre, diciannove radio universitarie daranno vita a una diretta a reti unificate della manifestazione contro la riforma della scuola e i tagli all’Università che si svolgerà giovedì mattina a Roma. Lo speciale, promosso da RadUni, l’associazione nazionale degli operatori radiofonici universitari (www.raduni.org), punterà a raccontare le ragioni della protesta attraverso le voci dei docenti e degli studenti che parteciperanno alla mobilitazione, ma anche a far intervenire i romotori del della Legge 133. Il nostro obiettivo – spiega Romeo Perrotta, presidente di RadUni– è quello di approfondire il dibattito di questi giorni sui media universitari attraverso un progetto di comunicazione condivisa che ha nella diretta di giovedì un punto di partenza. E’nostra intenzione infatti proseguire la discussione sul web in un blog all’indirizzo http://raduni.wordpress.com/ dove, attraverso la collaborazione dei media di ateneo, ma anche di studenti, docenti, favorevoli e non alla progetto di riforma del ministro Gelmini, tenteremo di aggregare testimonianze video, audio, testuali sull’argomento”.La diretta di giovedì inizierà alle 9.00 dagli studi di Radio Zammù a Catania e proseguirà dalle 10.30 fino alle 12.00 in quelli di Radio Unis@und a Salerno. Nel corso delle tre ore ci saranno collegamenti telefonici con la capitale, ma anche con tutte le principali sedi universitarie italiane in una sorta di radiocronaca “minuto per minuto” della manifestazione.Trasmetteranno la diretta Unica Radio (Università di Cagliari), Radio Zammù (Università di Catania), Radio Bue (Università di Padova), Libertà di frequenza (Università di Palermo) Radio Campus Pavia (Università di Pavia), Radio Unis@und (Università di Salerno), Radio Frequenza (Università di Teramo), Radio 110 (Università di Torino), Radio 6023 (Università di Vercelli), Fuori Aula Network (Università di Verona). Parteciperanno allo speciale con collegamenti anche Dr.Jekyll e Mr.Pod (Sissa di Trieste), EfferveScienze (Università di Genova), Radio Campus Village (Università di Foggia), Radiophonica (Adisu Perugia), Radio Sapienza (Università La Sapienza), Tor Vergata Tv (Università di Tor Vergata)Sanbaradio (Università di Trento), Radio Urca (Università di Urbino), Radio Ca’Foscari (Università di Venezia), Radio WRU (Università di Udine).

postato da: VincenzoGreco alle ore 19:02 | link | commenti
categoria:cronaca, scuola e universitĂ 
mercoledì, 29 ottobre 2008

Salerno (29 ottobre 2008).- Primo atto ufficiale di Vincenzo Botta, nuovo Consigliere Delegato della Provincia di Salerno alle Politiche Comunitarie.  E’ una lettera  che il rappresentante dell’Italia dei Valori in consiglio provinciale  ha inviato ai rappresentanti di Bruxelles della Regione Campania e dell’ Unioncamere e che riportiamo integralmente.

In questo difficile momento di crisi economica e sociale, che coinvolge anche il nostro comprensorio, è indispensabile che si rafforzi il ruolo rilevante di raccordo delle Vostre organizzazioni tra le iniziative UE e la nostra provincia.

L’incremento dell’utilizzo delle risorse comunitarie sia dirette che indirette rappresenta per la nostra realtà provinciale e per il potenziale produttivo del  Made in Salerno’ un’opportunità di rilancio e di crescita dell’occupazione e del tenore di vita. L’Amministrazione Provinciale diretta dal Presidente dott. Angelo Villani ha individuato questo elemento come caratterizzante per una politica di sviluppo e sostegno all’apparato produttivo.

E’ indispensabile un monitoraggio continuo su ogni iniziativa di nostro interesse con azioni sempre più  rapide su programmi e opportunità di finanziamento a sostegno delle imprese.

Promuovere presso l’Unione Europea le aspirazioni, le difficoltà e le problematiche delle imprese dei nostri territori è per noi e per Voi compito prioritario.

La sollecita approvazione del Programma Operativo FESR per la Campania dell’ 11 settembre 2007, con lo stanziamento di 6 miliardi e 860 milioni di euro, ha rappresentato un segnale di attenzione e di considerazione per le nostre realtà : interesse rafforzato dall’iniziativa comunitaria attraverso i fondi per la formazione (FSE) e per lo sviluppo rurale (PSR) destinati alla Campania.

Urge, quindi, da parte Vostra un rafforzamento del ruolo di collaborazione con la nostra Amministrazione Provinciale per un aggiornamento sui programmi UE, un’assistenza tecnica ai progetti, un’ aiuto alle imprese per la ricerca di partners europei, un supporto incisivo a favore delle azioni degli Enti Locali.

Il futuro della nostra provincia passa attraverso il rilancio del turismo e della competitività delle imprese, infrastrutture e trasporti più moderni, reti dell’informazione rinnovate, qualità dello sviluppo anche rurale compatibile con l’ambiente, sviluppo di nuove fonti energetiche : obiettivi che senza l’aiuto finanziario e progettuale dell’Unione Europea non sarà possibile raggiungere.

L’ Amministrazione Villani, come ha dimostrato anche in questi giorni, con la presentazione sollecita dei primi Bandi PSR dei fondi europei 2007-2013 è in prima fila in questa difficile “mission”. E’, pertanto, necessario rafforzare i legami tra la nostra Amministrazione Provinciale e le Vostre Sedi di Rappresentanza per collaborazioni sempre più produttive nella promozione dell’immagine e dei prodotti salernitani sul mercato europeo.

Certo di interpretare fin in fondo anche il pensiero del Presidente Angelo Villani, mi preme sottolineare che il ‘Made in Salerno’, forte della qualità e della tipicità, ha bisogno solo di essere promozionato e valorizzato con determinazione e fiducia in un Europa sempre più vicina e raggiungibile”.

 

postato da: VincenzoGreco alle ore 18:54 | link | commenti
categoria:esteri, economia, salerno e regione
martedì, 28 ottobre 2008

Il piano di rientro del disavanzo della sanità campana non piace a molti che ne  chiedono una revisione

 

Napoli (28 ottobre 2008).- Chiusura di interi reparti, di  servizi, di  posti letto  (circa 780 nell'intera Regione) e riduzione di personale; “sono gli effetti – scrive la RdB -  della politica sanitaria campana  che ha prodotto un debito pubblico di oltre 8 miliardi d'euro”.  I criteri che sono alla base  di questa cura da cavallo sono contenuti  nel ‘piano di rientro del disavanzo’  previsto dall’assessorato alla sanità della regione contro il quale si sono mobilitati, in modo trasversale,  molti consiglieri regionali.  Il piano di rientro dal disavanzo della Sanità in Regione Campania pone – scrive sul suo blog, Gerardo Rosania - il problema di un disastro finanziario che ormai è sotto gli occhi di tutti”.  La salute deve essere garantita in modo equo su tutto il territorio della Regione Campania; ecco perché, aggiunge il consigliere regionale di Rifondazione, non può passare un “piano di rientro” che  penalizza “la provincia di Salerno e l’ASL Salerno 2;  in particolare – aggiunge -sono 763 i posti letto che vengono soppressi. Di questi 529 nel pubblico e 234 nel privato”.

Fra posti letto soppressi e quelli istituiti (nelle aziende) il saldo negativo e di 304 posti letto perduti, nella ASL SA/2 sono 298 i posti letto in negativo. “C’è necessità – continua l’esponente di Rifondazione comunista - di riequilibrare il rapporto fra pubblico e privato. Diventa difficile capire cosa significa l’aumento dei posti letto nel privato sulla riabilitazione mentre chiude il Da Procida (ove già esiste la piscina) e mentre si convertono 900 posti letto dall’acuto alla riabilitazione”.
Ma come dicevano il fronte contro il Piano proposto dall’assessore  Montemarano  si sta, ormai, diffondendo a macchia d’olio. Anche il presidente della Provincia, Angelo Villani, chiede una più attenta valutazione degli effetti e delle conseguenze di una tale scelta e avverte: “se di fronte ad una situazione di crisi o di difficoltà  si reagisce con dei  tagli alla  ‘cieca’ si rischia di alimentare un circuito negativo, riducendo la qualità dell’offerta invece di migliorarla”.

Pur comprendendo che ci sono difficili situazioni finanziarie da sanare, Villani invita l’assessore Montemarano ad  uscire da una programmazione a vista e razionalizzare senza  ‘sguarnire’ il territorio, valorizzando le eccellenze che esso offre, perché in provincia di Salerno ci sono esempi di elevata qualità di servizi sanitari”. ...Continua su www.diariosette.it

postato da: VincenzoGreco alle ore 19:41 | link | commenti
categoria:economia, cronaca, salerno e regione
martedì, 28 ottobre 2008

Salerno (28 ottobre 2008).- Domani  29 ottobre 2008, alle ore 10.00,  presso l’aula delle Lauree di  Ingegneria si svolgerà l’assemblea di tutte le componenti  universitarie  di Salerno. L'iniziativa  si inserisce nel solco di  una netta contrarietà alla legge 133  e alle disposizioni riguardanti l'università che, in questi giorni, stanno caratterizzando il mondo universitario. Diversi i temi che saranno affrontati e discussi: lo smantellamento dell'università, la via della trasformazione in fondazioni, il blocco del turnover al 20% previsto per docenti (quindi anche ricercatori) e lavoratori, il taglio di 1 miliardo e 441 milioni di euro per i prossimi 5 anni al fondo di finanziamento ordinario.

All’incontro, organizzato dagli studenti, parteciperanno il magnifico Rettore, prof. Raimondo Pasquino, i presidi di Facoltà, studenti  docenti e personale tecnico amministrativo.

Sempre domani , accogliendo una specifica richiesta dell’assemblea dei ricercatori, tutte le Facoltà terranno Consigli di Facoltà monotematici  sulla Legge 133. 

Unis@und, la webradio dell'Università di Salerno,  seguirà  con una diretta non stop tutta l’assemblea. Il 30 ottobre, invece, tutte le webradio universitarie saranno collegate in network: dalle ore 9.30 alle ore 10.30  la conduzione sarà affidata alla radio dell’Università di Catania, Radio Zammù, nome della classica bibita all’anice dei chioschi catanesi ma che sta anche per "izZAuaMMaddUnivessiti" (it's our mad mad university),  che  trasmette su Internet e da maggio 2007 anche su frequenza FM (101,00) su Catania e provincia. A seguire  e fino alle ore 12.00 sarà Unis@und a coordinare le trasmissioni.

postato da: VincenzoGreco alle ore 19:22 | link | commenti
categoria:cronaca, scuola e universitĂ , salerno e regione
martedì, 28 ottobre 2008

Le proteste studentesse non mettono a fuoco i veri problemi del mondo universitario - la licealizzazione degli atenei

 

Roma (28 ottobre 2008).- C’è una spiegazione che giustifichi la protesta universitaria? C’è una riforma che, così come avviene per la scuola,  stravolge l’impianto giuridico degli Atenei? O, più semplicemente, la protesta  universitaria, pur se limitata, si è saldata a quella della scuola per una sorta di contiguità culturale? Si è parlato del sistema scolastico che la Gelmini si appresta a rivoltare come un calzino come il migliore in assoluto in campo mondiale; non è così per quello universitario dove ci sono 94 atenei  e oltre  320 sedi distaccate nei posti più disparati.  Nonostante questa galoppante ‘licealizzazione’ degli Atenei l’università italiana produca meno laureati del Cile. Dov’è l’errore?

Ognuno  ha voluto la sua Università, il suo feudo culturale”,  dichiara Biagio De GiovanniCorriere del Mezzogiorno che aggiunge: “il caso Campania è esemplare: sette Atenei generalisti è una follia  gestionale ma anche  un macroscopico errore didattico”. intervistato da Carlo Franco per il

Ma le contraddizioni non si fermano alla Campania. In Italia,infatti, sono 37 i corsi di laurea con 1 solo studente, 327 facoltà non superino i 15 iscritti; e, ancora: negli ultimi 7 anni sono stati banditi concorsi per 13.232 posti da associato ma i promossi sono stati 26mila e nel 99,3% dei casi sono stati promossi senza che ci fossero i posti disponibili facendo aumentare i costi di 300 milioni di euro.

Quindi troppo di tutto nell’università: docenti,  corsi di laurea, personale tecnico amministrativo; ma, anche, bilanci  poco trasparenti  e atenei in dissesto finanziario. Ci sono, infatti,  5 università importanti (Siena, Firenze, Pisa, Camerino, Urbino) con buchi di bilancio enormi (e sono i luoghi dove si protesta maggiormente) che avrebbero portato, se fossero state aziende, al licenziamento in tronco di chi le ha gestite per tanti anni. Eppure nulla viene modificato. Tutti restano al proprio posto come se nulla fosse.

E’ inaccettabile – dichiara il ministro Gelmini -che si siano moltiplicate cattedre e posti per professori senza tener conto delle reali esigenze didattiche dei ragazzi, aumentando la spesa per l’università in maniera inaccettabile, non ci sia un’università italiana che figuri tra le migliori 150 del mondo, ci siano 5500 corsi di laurea, mentre in Europa ne troviamo la metà, siano insegnate 170.000 materie rispetto alle 90.000 della media europea.

E non è un caso se i 2444 corsi di laurea presenti nel  2001 siano lievitati fino agli attuali 5500 e infine che i ragazzi siano sottoposti ad un carico di ore di lezione triplo rispetto alla media europea per trovare giustificazione a corsi fatti solo per dare cattedre....Continua su www.diariosette.it

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categoria:politica
martedì, 28 ottobre 2008

Il numero di pignoramenti potrebbe toccare quota 22% - tra le città  più in crisi: Bari con il 39%,  l’Aquila (33%) e Lecce (32%)

 

Roma (28 ottobre 2008).- C’è un preoccupante boom di pignoramenti  ed esecuzioni immobiliari. Nulla che può far paragonare alla crisi americana che ha gettato sul lastrico migliaia di famiglie. Ma è, comunque, un campanello d’allarme sul quale riflettere ed intervenire.

Anche in Italia, infatti, stanno maturando quelle procedure iniziate nel 2004, che portano ad avvicinarci pericolosamente agli Usa, ad un boom di pignoramenti ed esecuzioni immobiliari,con aumenti stimati nel 2008 rispetto al 2007, da un minimo16% a Bologna e Cagliari, fino al 39% di Bari. Dal consueto monitoraggio risultano infatti aumenti di pignoramenti pari ad un + 21% a Milano; + 22 a Roma e Padova; + 28% a Monza e Pinerolo; + 24 a Como e Perugia; + 25% a Napoli, con una media del 22,3%. Lo rileva una indagine   dell’Adusbef  che ha monitorato 24 Tribunali.

Su 3,5 milioni di famiglie che hanno contratto un mutuo per acquistare una casa negli anni scorsi, ben 3,2 milioni, ossia il 91% è stato indotto,dai cattivi ed interessati consigli delle banche, a sottoscrivere contratti con tassi variabili quindi esposti alle turbolenze dei mercati, in presenza di tassi fissi al minimo storico,sconsigliati oppure non erogati affatto dalle banche,quando tutti gli indicatori economici che segnalavano una imminente stretta monetaria, avrebbero dovuto indurre gli istituti di credito a maggiore prudenza per debiti di così lunga scadenza.

 Dalla prima stretta monetaria Bce del dicembre 2005,che aumentò i saggi dal 2 al 2,25%, è iniziato – secondo l’indagine dell’Adusbef - un lungo calvario per milioni di famiglie che si sono viste aumentare le rate di ben 130 euro al mese su un mutuo di 100.000 euro, quindi di ben 1.560 euro a regime su base annua, che invece di essere aiutate dalle banche per trovare soluzioni per uscire dal rischio di insolvenza,vengono spinte verso il fallimento, per i noti e denunciati interessi degli istituti di credito in Asteimmobili, società operante nei tribunali gestita da Abi e banche”....Continua su www.diariosette.it
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categoria:economia
martedì, 28 ottobre 2008

Il terreno agricolo è il nuovo bene rifugio ma gli effetti della crisi giungono anche in campagna

 

Roma (28 ottobre 2008).- I terreni agricoli come bene rifugio in un periodo di vacche magre. Investimento che gli italiani giudicano sicuro e che  preferiscono addirittura   all’oro. E' quanto emerge dalla prima indagine sulle abitudini alimentari dopo l'esplosione della crisi finanziaria, realizzata da Coldiretti-Swg e presentata nel corso del Forum Internazionale dell'Agricoltura e dell'Alimentazione organizzato dalla Coldiretti, con la collaborazione dello studio Ambrosetti, a Villa d'Este di Cernobbio.

Alla domanda su quali siano gli investimenti reputati più convenienti, “i cittadini - sottolinea Coldiretti - hanno collocato i terreni agricoli ben davanti all'oro (oltre che ai buoni postali, conti correnti e opere d'arte) e appena sotto un altro dei beni-rifugio più tradizionali come i titoli di stato”.In cima alla graduatoria resta ancora il mattone, ma il sorpasso dei campi sul prezioso metallo testimonia come l'agricoltura sia considerata dagli italiani un settore nel quale vale la pena investire per avere successo e per sviluppare un'attività imprenditoriale che, tra le altre cose, consente di stare a diretto contatto con la natura.

Una tendenza che personaggi del mondo dello spettacolo hanno anticipato già da qualche anno, dall'attore Gerard Depardieu, che produce ottimi zibibbi e moscati, a Lucio Dalla, col suo vino bianco e rosso “Stronzetto dell'Etna”, da Mick Hucknall, voce del gruppo Simply Red, al mitico Sting, ex leader dei Police, con le sue vigne in Toscana nella tenuta Il Palagio, 300 ettari a trenta chilometri da Firenze, ma anche Ottavio Missoni, Ornella Muti e Stefania Sandrelli.“Non è un caso, peraltro, che tanti stranieri abbiano scelto l'Italia dove - evidenzia Coldiretti - il valore aggiunto in ettari, ovvero la ricchezza netta prodotta per unità di superficie dalla nostra agricoltura, è oltre il triplo di quello USA, doppio di quella inglese, e superiore del 70 per cento di quelli di Francia e Spagna”. ...Continua su www.diariosette.it

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categoria:economia