Sito Ufficiale della Campagna Nazionale Giu Le Mani Dai Bambini

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martedì, 29 luglio 2008
Si è tenuto oggi, 29 luglio, preso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti un incontro tra il titolare del dicastero Altero Matteoli e i Segretari Generali di Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl Trasporti rispettivamente Franco Nasso, Claudio Claudiani, Giuseppe Caronia, e Roberto Panella.Si è trattato –precisa una nota sindacale- di una prima ricognizione di tutte le complesse problematiche che investono il mondo dei trasporti e le infrastrutture”.Per quanto riguarda Alitalia-riferiscono i sindacati- il Ministro Matteoli ha ribadito di attendere le conclusioni dell’advisor Banca Intesa.
Il Ministro Matteoli, secondo quanto espresso da Nasso, Claudiani, Caronia e Panella, si è impegnato, previa intesa con il Ministro del Welfare Maurizio Sacconi, a convocare già nella prima settimana di settembre un tavolo con le parti sociali per l’avvio del negoziato sul contratto unico della mobilità. Un appuntamento che interessa oltre 250 mila lavoratori del trasporto pubblico locale e delle ferrovie, per il quale esiste una pressante mobilitazione che ha già condotto a due scioperi e che il sindacato intende superare con un confronto costruttivo.
Nella seconda settimana di settembre –aggiungono i Segretari Generali di Filt Cgil, Fit Cisl,  Uiltrasporti e Ugl Trasporti  - prenderà forma, come ha garantito il Ministro, un tavolo generale per affrontare in una visione d’insieme tutti i problemi del settore”. Saranno approfondite inoltre, già nella seconda parte del mese di settembre, le emergenze che investono direttamente il trasporto aereo, la Tirrenia, le ferrovie ed il trasporto pubblico locale. Sulla questione Tirrenia -precisano in particolare Nasso, Claudiani, Caronia e Panella, che hanno richiesto una rapida approvazione del piano industriale e del rinnovo delle convenzioni sino al 2012/2014- è stata comunicata da parte del Ministro una positiva novità: le regioni Sicilia, Sardegna, Campania e Toscana hanno superato le iniziali perplessità dichiarando la loro disponibilità a rilevare rispettivamente le società Siremar, Saremar, Caremar e Toremar, ovviamente dopo i necessari approfondimenti previsti nel mese di settembre”.
Durante l’incontro i sindacati hanno sottolineato l’importanza di “stabilire una stretta correlazione tra le risorse economiche previste dal bilancio dello Stato per il sostegno ai servizi di trasporto e la modernizzazione della mobilità, nonché per gli investimenti necessari alle infrastrutture per una efficace integrazione, capace di favorire il riequilibrio modale”.
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categoria:economia
venerdì, 25 luglio 2008
Inizio consegna dei kit nella seconda zona - Rimozione definitiva dei cassonetti dalla prima zona

 

 
Salerno (25 luglio 2008).- Al via la seconda fase della raccolta differenziata su vasta scala nella città di Salerno. I facilitatori hanno cominciato stamani, giovedì 24 luglio, a consegnare kit e calendari nei quartieri di Mercatello ( dal cavalcavia di Via Parmenide verso il centro città), Pastena ( lato mare al di sotto della massicciata ferroviaria), Torrione basso ( fino alla foce del fiume Irno).  I facilitatori informeranno la cittadinanza, consegnando i kit e i calendari partendo dalle seguenti strade: via Parmenide, via Picenza, via Palinuro, via Leucosia, via Lembo, via Mauri, via Fornari, via Sichelmanno, Piazza Caduti di Brescia, via Luigi Settembrini, via Madonna di Fatima, via Ricci, via Rocco Cocchia, via Roberto Santamaria, via Posidonia (comprese le strade adiacenti).
 Gli orari in cui i facilitatori effettueranno le visite presso le utenze sono dalle 9.00 alle 19.00 dal lunedì al venerdì e il sabato dalle 9 alle 14:00.  E’ inoltre in fase di completamento l’operazione di rimozione definitiva degli ultimi cassonetti rimasti in strada nella prima zona del capoluogo comprendente i quartieri di Santa Margherita, Italia, Europa, Mariconda, Pastena Alta ( a monte massicciata ferroviaria), S. Eustachio, Parco Arbostella dove è già stato avviato il servizio di raccolta differenziata su vasta scala.

 

 

 

 

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categoria:salerno e regione
venerdì, 25 luglio 2008

La normativa sulla sicurezza dei giocattoli magnetici, in applicazione dal 21 luglio scorso, è stata ignorata. Ben sei prodotti acquistati da Altroconsumo in questi giorni non riportano le nuove avvertenze, contenute nella Decisione 2008/329/CE, quindi non dovrebbero trovarsi in vendita.
Questo nonostante si siano succeduti incidenti in tutto il mondo tra il 2006 e il 2007, di cui uno mortale negli Stati Uniti. Nella sola estate del 2007 sono stati ritirati oltre 18 milioni di giocattoli con componenti magnetiche. E’ quanto denuncia oggi Altroconsumo, associazione indipendente di consumatori, che ha segnalato i prodotti al ministero dello Sviluppo economico e alla Camera di Commercio di Milano. Da lunedì 21 luglio tutti i giocattoli magnetici devono avere bene in evidenza sulla confezione le nuove avvertenze decise nell’aprile scorso dalla Commissione europea.  Il messaggio è “Questo oggetto contiene magneti o componenti magnetici. Un magnete che si attacca a un altro magnete o a un oggetto metallico all’interno del corpo umano può provocare lesioni gravi o mortali. In caso di ingestione o inalazione di magneti, richiedere immediatamente assistenza medica”. Normativa disattesa dal riscontro di Altroconsumo, che ha visitato alcuni punti vendita di Milano (La Città del Sole, Toys Center, Upim e Imaginarium). I prodotti sono:

1.      Magnetino Quercetti

2.      Giochi magnetici 6 in 1 Giochi Preziosi

3.      Grande calamita Selegiochi

4.      Estine Fürnis

5.      Magneto zoo Itsmagical

6.      Clip magnetiche a forma di cuore Upim

La norma prevede inoltre che l’avvertenza debba essere chiaramente visibile e leggibile e che sia posta in evidenza sull’imballaggio in modo che il consumatore possa notarla al momento dell’acquisto. La decisione della Commissione trova il suo fondamento nel rischio alla salute dei bambini. L’ingestione dei magneti, e conseguente attrazione tra essi, può causare perforazioni, infezioni e blocchi intestinali.

- Comunicato stampa Altroconsumo -

postato da: VincenzoGreco alle ore 01:28 | link | commenti
categoria:cronaca
giovedì, 24 luglio 2008

Secondo l’Unicef circa tre miliardi di persone non hanno accesso ai servizi igienici - Ma aumenta all’87% la popolazione mondiale che consuma acqua attinta da fonti idriche sicure

 

Ogni giorno, più di 2,5 miliardi di persone soffrono della mancanza di servizi igienici adeguati e quasi 1,2 miliardi defecano in spazi aperti, la pratica più rischiosa dal punto di vista igienico-sanitario, secondo il rapporto presentato oggi dall’UNICEF e l’OMS nel quadro del Programma congiunto di monitoraggio su forniture idriche e servizi igienici. Il rapporto, intitolato “Progress on Drinking Water and Sanitation - Special Focus on Sanitation”, viene presentato a metà 2008, ‘Anno internazionale dei servizi igienici’.
Ai ritmi attuali, il mondo mancherà l’obiettivo del millennio sull’accesso ai servizi igienici, con oltre 700 milioni di persone che vi resteranno escluse”, ha dichiarato Ann M. Veneman, Direttore generale dell’UNICEF.
Le cattive condizioni igieniche mettono a rischio la sopravvivenza infantile, dal momento che un ambiente contaminato da feci è direttamente collegato alla diffusione di malattie diarroiche, tra le principali cause di mortalità infantile sotto i 5 anni. È difficile garantire un ambiente pulito, fin tanto che anche una minoranza di popolazione continuerà a praticare la defecazione all’aperto.
Per la prima volta da quando è iniziata la raccolta dei dati, nel 1990, il numero di persone che non ha accesso a fonti idriche adeguate è sceso, in tutto il mondo, sotto il miliardo. Al momento, l’87% della popolazione mondiale ha accesso a fonti idriche adeguate e la tendenza attuale suggerisce che più del 90% vi avranno accesso entro il 2015.
Abbiamo oggi una vasta gamma di soluzioni tecniche a basso costo per la fornitura di servizi igienici nella maggior parte dei contesti ambientali esistenti”, ha affermato Margaret Chan, Direttore generale dell’OMS: “Se vogliamo rompere la stretta mortale della povertà, dobbiamo risolvere i problemi legati all’acqua e ai servizi igienici”.  Oggi sempre più persone utilizzano servizi igienici adeguati, ossia in grado di assicurare che le deiezioni umane siano smaltite in modo da non contaminare fonti idriche ed alimenti, diffondendo così malattie. Benché la defecazione all’aperto sia in declino in tutto il mondo, il 18% della popolazione mondiale – ossia un totale di 1,2 miliardi di persone – tuttora la pratica. In Asia meridionale, circa 778 milioni di persone ancora sono costrette a questa pratica rischiosa dal punto di vista igienico-sanitario.
Miglioramenti concreti nell’accesso ai servizi igienici sono stati registrati in molti paesi dell’Africa meridionale: secondo il rapporto, 7 dei 10 paesi che hanno conseguito i progressi più rapidi, e che risultano sulla giusta rotta per raggiungere l’Obiettivo di sviluppo del millennio per acqua e igiene, si trovano nell’Africa sub-sahariana (Burkina Faso, Namibia, Ghana, Malawi, Uganda, Mali, Gibuti) e 5 dei 10 dei paesi non ancora sulla strada giusta per raggiungerlo, ma che tuttavia  registrano progressi importanti, appartengono all’Africa sub-sahariana (Benin, Camerun, Comore, Mali e Zambia).

 

 

 

postato da: VincenzoGreco alle ore 23:24 | link | commenti
categoria:esteri
giovedì, 24 luglio 2008
 

uni dallPrima pietra per l’asilo aziendale dell’Università di Salerno (nella foto) . La nuova struttura, anche se in realtà è più appropriato parlare d ristrutturazione della vecchia scuola materna di Fisciano  si sviluppa su 1000 mq occupate dalla scuola materna di via Roma, e per la restante parte da area a verde, aree di transito e parcheggi.
Oltre alla ristrutturazione dello stabile esistente, finalizzata ad una diversa distribuzione degli spazi interni in modo da creare due sub aree destinate rispettivamente a n° 20 lattanti e n° 41 divezzi, è stata studiata l'ottimizzazione degli aspetti energetici mediante l'utilizzo di pannelli fotovoltaici, per la produzione di energia, e del solare termico.
 
L’importo necessario per trasformare l’attuale ‘scuola materna’ di via Roma in asilo nido– ha aggiunto il Rettoreè  di 998.000,00; l’aspetto psico-pedagogico sarà curato dalla facoltà di Scienze della Formazione”. L'iniziativa intrapresa dall'Università degli studi Salerno è un grandissimo regalo per le donne e per le mamme”, ha dichiarato il  ministro delle pari opportunità, Mara Carfagna "Per una famiglia che lavora  - ha detto il Ministro - che non vuole rinunciare alle sue funzioni primarie: allevare, educare e seguire i propri figli, diventa una sicurezza poter disporre di strutture del genere” capaci di invertire il dato sulla natalità del nostro Paese. “Oggi il costo della vita è aumentato, per cui le donne hanno bisogno di lavorare. E' giusto quindi che le donne possano scegliere liberamente tra lavoro, carriera e figli - ha concluso il Ministro -  senza dover rinunciare alla carriera per mancanza di strutture che permettano di seguire i propri figli”. Il tema della conciliazione dei tempi del  lavoro con quelli della famiglia è oggi  più che mai  attuale  e riguarda la qualità stessa della vita di molti lavoratori e di molte lavoratrici chiamati ad affrontare dilemmi difficili,  scelte complesse,  valutazioni non semplici (se lavoro chi cura il mio figlio piccolo? come? cosa posso aspettarmi dall’asilo?, dai nonni, da una baby sitter a pagamento?), in cui ‘essere in casa’ oppure ‘essere fuori casa  fa la differenza. Purtroppo le risposte a questi problemi sono a carico delle singole famiglie, e il contesto esterno offre pochissime soluzioni.  L’asilo nido dell’Università di Salerno, ha dichiarato il rettore, Raimondo  Pasquino, “è una risposta concreta al problema della conciliazione dei tempi di vita familiare con i tempi della vita lavorativa; un tema che non interessa solo le donne che lavorano o che vorrebbero lavorare, ma anche i lavoratori maschi, padri e mariti, e che si lega a quello delle pari opportunità
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categoria:cronaca, salerno e regione
giovedì, 24 luglio 2008
Ventuno Senatori della maggioranza presentano un'interrogazione urgente al Ministro Fitto  chiedendo il ritiro immediato del ricorso del Governo contro le leggi regionali su psicofarmaci e bambini- In Commissione Affari Sociali della Camera si discute sul progetto di legge  contro l'abuso di psicofarmaci ai minori

A pochi mesi dall'approvazione delle prime leggi sul tema della disinvolta somministrazione di psicofarmaci ai bambini (Piemonte e Trentino) e dopo il ricorso presentato dal Governo contro queste due iniziative legislative, prende la parola stamattina il Senato della Repubblica, con un'interrogazione urgente al Ministro per il Rapporti con il Parlamento Raffaele Fitto. Si tratta di un'atto “collegiale”, firmato da ben ventuno Senatori coordinati da Valerio Carrara, che ha dichiarato: “il Governo ha promosso un ricorso sulla base di informazioni non genuine. Contestano che le Regioni non possono stabilire l'obbligo del consenso informato da far firmare ai genitori prima di somministrare psicofarmaci ai bambini, perché tale obbligo non è previsto sul piano nazionale e si creerebbe una difformità. Peccato che l'obbligo di consenso informato esista eccome in Italia, da oltre un anno, quindi il ricorso perde totalmente di significato. Per il senatore del PdL “le Regioni devono poter deliberare: sia perché tecnicamente le leggi sono corrette, e sia perché è un sacrosanto diritto dei genitori scegliere le terapie più opportune per i propri figli ed essere completamenti informati dal medico dei benefici ma soprattutto dei rischi di queste discusse `terapie'. Anzi, non solo lodiamo queste prime regioni coraggiose, ma invitiamo anche le altre a seguirne l'esempio. La decisione dei 21 senatori viene accolta con soddisfazione dal comitato di farmacovigilanza pediatrica “Giù le Mani dai Bambini” (www.giulemanidaibambini.org).  Per  Luca Poma,  giornalista e portavoce nazionale del comitato, “il Sen. Carrara ha guidato una protesta civile ma ferma nei contenuti: l'Istituto Superiore di Sanità ci ha confermato che - cito testualmente da una dichiararazione scritta inviataci dal dott. Pietro Panei `esistono due livelli di consenso entrambi obbligatori: il primo relativo al trattamento dei dati, il secondo, in caso di necessità di somministrazione dello psicofarmaco, è relativo al trattamento farmacologico ed ai potenziali rischi ad esso connessi'. Anche le altre motivazioni secondarie alla base del ricorso sono del tutto pretestuose, e siamo pronti a dimostrarlo dati alla mano: facciamo quindi appello al Ministro Fitto, che ha certamente a cuore la salute dei bambini, perché intervenga sul Governo per ritirare al più presto i due ricorsi. -

Nel frattempo, è iniziata  in Commissione Affari Sociali alla Camera dei Deputati la discussione sul Progetto di Legge nazionale a firma di Mariella Bocciardo (PdL) ed altri, per normare sul piano nazionale questa delicata materia....Continua su www.diariosette.it

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categoria:abuso psicofarmaci
giovedì, 24 luglio 2008
Il fenomeno non è più circoscritto alle regioni del Sud ma si sta estendendo al Centro-Nord –una operazione che costa alle tavole degli italiani 7,5 miliardi di euro

 

Anche l’agricoltura subisce gli effetti della criminalità organizzata. Il settore fa, infatti, registrare oltre cento reati al giorno e un agricoltore su tre è oggetto di attenzioni criminose.
La denuncia è stata ribadita dalla Cia-Confederazione italiana agricoltori durante la presentazione del protocollo di collaborazione con “Libera - Associazioni, nomi e numeri contro le mafie”. Furti di attrezzature e mezzi agricoli, usura, racket, abigeato, estorsioni, il cosiddetto “pizzo”, discariche abusive, macellazioni clandestine, danneggiamento alle colture, aggressioni, truffe nei confronti dell’Unione europea, “caporalato”. L’agricoltura italiana è, purtroppo, sempre più terrorizzata da mafia, camorra, sacra corona unita, ‘ndrangheta. Un fenomeno che prima si riscontrava solo al Sud, ma che adesso si sta espandendo in tutta Italia. Molti produttori agricoli sono preda di una malavita violenta e spregiudicata. E così sono soggetti a pressioni, minacce e a ogni forma di sopruso.
Sono elementi che si riscontrano in diversi dossier, fra i quali quelli della Fondazione Cesar (che dopo il rapporto del 2003, predisposto per conto della Cia, ne sta elaborando uno più aggiornato), della Direzione nazionale antimafia e della Confesercenti “Sos imprese”. La criminalità organizzata che opera nelle campagne secondo la direzione antimafia “incide più a fondo nei beni e nella libertà delle persone, perchè, a differenza della criminalità urbana, può contare su un tessuto sociale e su condizioni di isolamento degli operatori e di mancanza di presidi di polizia immediatamente raggiungibili ed attivabili”.
Si tratta dunque di lavorare per il superamento della situazione di “solitudine” invertendo, sottolinea la Coldiretti, “la tendenza allo smantellamento dei presidi e delle forze di sicurezza presenti sul territorio, ma anche incentivando il ruolo delle associazioni di rappresentanza attraverso il confronto e la concertazione con la pubblica amministrazione, perché la mancanza di dialogo costituisce un indubbio fattore critico nell'azione di repressione della criminalità. Non si può accettare che un settore che ha scelto con decisione la strada dell'attenzione alla sicurezza alimentare e ambientale, al servizio del bene comune, sia vittima - sottolinea la Coldiretti - di inquietanti fenomeni malavitosi e di mafia che umiliano uomini e il proprio lavoro e mettono a rischio la sicurezza dei cittadini in termini economici e sanitari”. E siamo in presenza di un fenomeno non più circoscritto. Prima erano solo Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna le regioni in cui l’attività delle organizzazioni malavitose concentravano la loro azione ai danni dell’agricoltura. Adesso la malavita ha allargato il suo giro d’azione. Altre regioni del Centro e del Nord sono finite nel mirino dei criminali e gli agricoltori ne pagano le spese....Continua su www.diariosette.it

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categoria:economia, cronaca, malavita organizzata
giovedì, 24 luglio 2008
Il Wwf presenza Incendiometro 2008  con le 17 aree più pregiate ad alto rischio incendi estivi -Nel 2007 il danno economico per le foreste bruciate è stato di oltre 640 milioni di euro, più altrettanti per le aree non boscate  andate in fumo

 

Se il 2007 si ricorderà come l'annus horribilis per estensione e gravità degli incendi, per il 2008 il WWF chiede di concentrare tutti gli sforzi affinché passi alla storia come l'anno X per la  prevenzione contro la piaga degli incendi.  L'auspicio è quello di uscire finalmente dalla gestione commissariale per imparare a gestire e governare l'ordinario. Un compito arduo dal momento  che  il Belpaese ogni estate, puntualmente, si trasforma in una grossa torcia.  Ogni anno contiamo i danni causato dagli incendi misurando numero di eventi, superficie bruciata, estensione media, ecc, contiamo le vittime umane e i danni diretti ad alcune economia, ma occorre contare anche l'enorme danno a medio e lungo termine sulla biodiversità: gli incendi, soprattutto nelle aree più pregiate,  eliminano molte specie animali e indeboliscono gli ecosistemi e la loro capacità di fornire i servizi anche per l'uomo.
Per aiutare la macchina operativa nella lotta contro il fuoco, che lo scorso anno ha mandato in fumo 116.602 ettari di boschi, il 27% dei quali ricadenti in aree protette, il WWF ha presentato oggi  il dossier Incendiometro 2008 dove si identificano 17 aree più vulnerabili agli incendi estivi e di maggiore pregio naturalistico. Gli 'hot spots' sono principalmente concentrati nel centro e sud Italia e vanno dall'Appennino Tosco-emiliano (Alpi Apuane-Garfagnana), alla Maremma Tosco-laziale, dai Monti del Matese ai Monti Lepini-Ausonici-Aurunci, dalle aree boschive della Campania, Calabria e Basilicata (area Cilento, Val d'Agri, Pollino),  alle Murge e valli fluviali lucane, nel Marchesato di Crotone  fino alla Sicilia e Sardegna con 5 aree a rischio ciascuna. In Sicilia: Monti Peloritani-Stretto di Messina, Monti Iblei-tavolati di Ragusa, Madonie, Monti Sicani-Rocca Busambra-colline di Carini, Capo S.Vito-Lo Zingaro-Monte Inici. In Sardegna: Sulcis-Iglesiente, Sarrabus-Gerrei, Gennargentu-Supramonte-Orosei, Monte Limbara, Costa da S.Teodoro a Portobello di Gallura-Bocche di Bonifacio. Purtroppo la media dei Comuni italiani che hanno redatto il catasto delle aree incendiate è ancora bassissima, circa 1 su 4,  ed i vincoli derivanti dalla catalogazione del terreno percorso dal fuoco sono ancora sono inattivi per buona parte del territorio,  il WWF ha voluto porre l'attenzione proprio su queste  aree più vulnerabili scrivendo ai 671 Comuni che ricadono nei 17 'hot spots' per sollecitare l'applicazione di piani di prevenzione e la redazione dei catasti. E' qui che occorre la maggiore prevenzione contro il consumo del suolo e altre attività, tra cui la caccia e il pascolo, per non impoverire ulteriormente il nostro patrimonio naturale più prezioso.
 “Per combattere la piaga degli incendi è necessario fare ricorso a tutte le esperienze migliori - ha dichiarato Fulco Pratesi, Presidente onorario del WWF Italia - Come sempre accade nei fenomeni complessi sono tante le concause che arrivano a provocare gli oltre 10.000 incendi del 2007, ma forse la più concreta è quella di una attenzione ancora troppo scarsa e poco organica da parte di regioni ed enti locali  a questo fenomeno così grave e devastante per il nostro patrimonio  naturale  che, ricordiamo, non è purtroppo concentrato solamente  durante i mesi estivi ma si estende durante tutto l'anno ed in tutta la Penisola. Le parole d'ordine sono:  rispetto delle leggi, non perdere di vista le aree più pregiate e investire in prevenzione facendo tesoro dei buoni modelli già sperimentati”.
Una assenza di prevenzione che  comporta un danno enorme per le tasche della comunità. In uno studio condotto dal WWF Spagna, si è  calcolato, infatti, che il danno economico causato dagli incendi forestali corrisponde a 5.500 euro per ettaro di bosco incendiato, senza considerare i danni permanenti e il valore delle specie animali e vegetali distrutte. Considerando questi valori, nel 2007 il nostro Paese ha letteralmente bruciato oltre 640 milioni di euro, solo per gli incendi boschivi, e un valore forse equivalente per gli altri 111.000 ettari andati in fumo di ambienti non forestali. Le aree percorse dal fuoco hanno tempi di recupero molto lenti, in relazione alla frequenza, all'estensione e alla complessità dell'ecosistema colpito. Occorrono circa 100 anni a un bosco di latifoglie, come le faggete e quercete, per recuperare, la macchia mediterranea alcune decine.  In Italia dalla metà degli anni ottanta ai primi anni del 2000 gli incendi boschivi hanno distrutto circa 1.100.000 ettari di superficie boscata, pari ad una regione più grande dell'Abruzzo....Approfondisci l'argomento su www.diariosette.it

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categoria:economia, cronaca
giovedì, 24 luglio 2008
 
maioriContinuerà a stupire i villeggianti e gli amanti del jazz la 14° edizione di “Jazz on the Coast”, la  kermesse, che, iniziata il 22 luglio si protrarrà fino  al 29 dello stesso mese nella suggestiva location del porto di Maiori dove si potrà ascoltare musica classica nera che ogni anno catalizza l’attenzione di migliaia di appassionati.
Un ritorno alle origini, quello del grande jazz in Costa d’Amalfi, che ha offerto indimenticabili suggestioni proprio nelle location affacciate sul mare che bagna i comuni del litorale. Ma non è questa l’unica novità dell’edizione 2008. Oltre alla location, la rassegna diretta da Gaspare Di Lieto, a differenza dal passato, sarà quest’anno completamente gratuita.  Anche quest’anno è stato è stato pensato e predisposto un programma di altissimo valore – spiega il direttore artistico Gaspare Di Lieto – L’intento è come sempre quello di coniugare l'esigenza di mantenere elevato il livello degli eventi spettacolari in uno scenario di incomparabile bellezza con la necessità di procurare immediata ricaduta economica in termini di promozione della realtà turistica locale”.
La cittadina di  Maiori, gremita fino all’inverosimile, il primo giorno,  ha registrato  l’esibizione Diane Schuur  con la sua straordinaria forza interpretativa, si è guadagnata l´adorazione da parte della critica di tutto il mondo. La voce della Schuur copre magistralmente tutta la gamma dei registri, con una particolare predisposizione agli acuti "urlati", nella più tipica tradizione della musica popolare, e al vibrato.
Altro grande appuntamento è stato quello di mercoledì 23 luglio con Roberto Fonseca, che a soli trentadue anni, vanta già una esperienza straordinaria trascorsa in oltre quattrocento concerti in giro per il mondo con l´Orchestra di Ibrahim Ferrer (Buena Vista Social Club), Ruben Gonzales, Omara Portuondo, Herbie Hanckock, Michael Brecker e Wayne Shorter.
A Maiori, l´anima della nuova Cuba, l´incontro del bolero e della calda e sensuale musica cubana con il libero fraseggio e le influenze jazzistiche, è stata  accompagnata da un sensazionale quartetto formato da Joel alle percussioni, Javier Zalba al clarinetto, flute & sax, Ramses Rodriguez alla batteria e Omar Gonzales al contrabbasso.
In un crescendo di emozioni e suggestioni la rassegna 2008 di Jazz on the Coast, organizzata dall’Associazione Musicale Costiera Amalfitana proseguirà martedì 29 luglio con Jerry Bergonzi - Joey Calderazzo Quartet. Il gruppo vede riuniti due tra i più prestigiosi esponenti del jazz moderno post bop, entrambi attivi da molti anni ai massimi livelli sulla scena jazzistica mondiale: il pianista Joey Calderazzo, partner prediletto del grande sassofonista Michael Brecker, e lo strumentista impeccabile Jerry Bergonzi, universalmente considerato uno dei più competenti e completi esponenti del sax tenore al mondo: strumentista impeccabile, in possesso di uno stile inconfondibile, elaborato a partire da un'intima conoscenza dei linguaggi improvvisativi. Il gruppo è completato da A. J. Brown al contrabbasso e da Adam Nussbaum, un grande della moderna batteria jazz, già collaboratore tra gli altri di John Scofield, Michael Brecker e John Abercrombie.
Ultimo appuntamento in programma al porto di Maiori, è quello con la sensazionale girandola di timbri, accenti, colori, che esalta il ricco mosaico di ritmi e melodie meticcie, nate dalla combinazione di Oriente e Occidente. Protagonista della serata conclusiva in programma mercoledì 30 luglio sarà la Kocani Orkestar Un loro concerto costituisce una formidabile ed eccitante esperienza. Musica sincera, sempre un po´ alticcia, struggente o travolgente a seconda delle occasioni, ricca di ritmi pirotecnici, carica di colori e di forti contrasti, e suonata con l´intensità (con creatività esecutiva, per uno spartito in continua trasformazione, come è tipico della cultura musicale più "orale" che "scritta") propria di qualunque esperienza gitana. che, che propone un´interpretazione originale di brani basati su motivi di danze tradizionali, introducendo anche degli elementi di modernità.

 

 

postato da: VincenzoGreco alle ore 23:13 | link | commenti
categoria:cronaca, salerno e regione