Il contratto degli statali era diventato un tormentone ma, dopo lunghe ed estenuanti trattative, governo e sindacati chiudono l’accordo. L’intesa prevede un aumento di 101 euro, gli arretrati a partire dal 2007, e il contratto che da biennale passa a triennale. Il ministro Nicolais assicura che si tratta di una sperimentazione a partire dal triennio 2008-2010; questo aspetto, però, non va giù alla sinistra della Cgil e al sindacalismo di base che si mobilita.
“E’ un accordo che calpesta la dignità dei lavoratori pubblici, che sin dalle prossime ore esprimeranno la loro netta contrarietà attraverso mobilitazioni e blocchi dell’attività lavorativa”, dichiara Stefano Del Medico della Direzione Nazionale RdB-CUB P.I. “Il governo smentisce quanto sottoscritto con l’accordo del 6 aprile scorso, in cui si manteneva l’assetto contrattuale e le risorse dei contratti riguardavano tutto il 2007”, prosegue l’esponente RdB-CUB. “Oggi, con questo accordo indegno, si definisce la modifica dell’assetto contrattuale introducendo la triennalità, e sul terreno economico si spostano le decorrenze contrattuali al 15 febbraio”.
“La triennalizzazione dei contratti era un obiettivo perseguito da tempo da Confindustria su cui si era già cimentato senza successo Berlusconi. Ci volevano un governo di centro sinistra e i sindacati ‘amici’ per riuscire in questo capolavoro!”, afferma Pierpaolo Leonardi, coordinatore nazionale della CUB.....L'articolo di Guido Perinetti è rintracciabile su www.diariosette.it








