I Paesi a sud di Salerno rischiano la scomparsa. Un processo, lento ma inesorabile, dovuto al progressivo spopolamento e alle modifiche intervenute nel delicato equilibrio tra le generazioni. I dati, frutto di una ricerca della Cgil, dimostrano che negli ultimi 15 anni nei 50 comuni monitorati (collocati tutti all’interno del Parco nazionale del Cilento e del Vallo di Diano) la popolazione residente è calata, complessivamente, di circa 10.000 unità. L’invecchiamento della popolazione è endemico e costante; “basti pensare – si legge in un comunicato della Cgil di Salerno -che in nessuna delle realtà monitorate verrà raggiunto il numero minimo di bambini necessari per la formazione della prima classe elementare, con il conseguente accorpamento di classi e il taglio di docenti e di posti di lavoro per il personale scolastico”.
Parallelamente, negli ultimi 10 anni, in maniera spontanea, nei comuni oggetto della ricerca risultano essersi insediati 535 cittadini extra comunitari, 323 femmine e 212 maschi impegnati nell’assistenza domiciliare agli anziani e nella filiera agro alimentare. “Basterebbe questo – sottolinea il segretario generale, Franco Tavella - a giustificare e dimostrare un effetto scontato: il ricambio generazionale è a rischio, la popolazione sta invecchiando e di conseguenza la richiesta di donne che si occupino di assistere gli anziani si fa molto forte. ......Puoi leggere tutto l'articolo su www.diariosette.it









Wassan Talib, 31 anni, Samar Sa’ad Abdullah, Zeynab Fadhil, Liqa’ Qamar, di 25 anni. Le accuse sono di natura politica e poco chiare, e da fonti attendibili il processo è stato condotto senza una adeguata assistenza legale. Sull’argomento registriamo l’intervento di Luisa Morgantini, vicepresidente del Parlamento Europeo. “Già l’esecuzione di Saddam Hussein è stata lesiva di ogni diritto umano, lo stato non può arrogarsi il diritto di uccidere. La pena capitale fa parte di una cultura di vendetta e non di una cultura della giustizia. Questo messaggio – afferma la Morgantini -assume un risvolto ancora più profondo se applicato al contesto iracheno, dove dopo l’occupazione statunitense la cultura della vendetta regola la vita giorno dopo giorno, morti civili dopo morti civili,.... continua su