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Sono cinquanta i chilometri che separano Milano da Lecco; una tratta ferroviaria che un convoglio percorre in un’ora e trentanove minuti. Un vero incubo!Ma non è il solo punto caldo della rete ferroviaria italiana: i 54 chilometri della Salerno-Napoli si coprono in 49 minuti; la Milano-Asso (km. 46) in un’ora e 19 minuti; da Roma si raggiunge Albano Laziale (Km. 29) in 49 minuti, mentre ci si impiega 25 minuti per percorrere i 19 chilometri che separano Aversa da Napoli. Numeri che raccontano una realtà poco competitiva e in continua e progressiva crisi.
Poi ci sono gli altri problemi: treni affollati, ritardi, carrozze vecchie e sporche, orari che non coincidono con autobus locali, biglietti diversi, servizi inefficienti nelle stazioni, mancanza di parcheggi. Un insieme di carenze che spingono gli italiani a privilegiare altre soluzioni per muoversi da una città all’altra. ....Leggi tutto su www.diariosette.it
Accesa ed articolata la discussione del Consiglio regionale del Lazio sul sistema dei trasporti.Un “Consiglio Straordinario - ha dichiarato il Presidente del Gruppo ‘Italiani nel Mondo’, Antonietta Brancati - di grande importanza e di grande attualità poiché coinvolge qualche milione di cittadini, sia per quanto riguarda la mobilità sia per quanto riguarda la qualità della vita di questi cittadini, sia nelle grandi aree urbane che nei comuni interessati dalla presenza degli scavi aeroportuali”. Per Ivano Peduzzi, capogruppo del Prc, “è necessario un nuovo modo di concepire i trasporti e il sistema mobilità della nostra Regione intesi come fattori strategici per la qualità di vita dei cittadini, per l’economia, per il territorio e per l’ambiente”.
Sia Brancati che Pedruzzi hanno auspicato un sistema di trasporto in cui la intermodalità diventi un perno imprescindibile. “Ferrovie, trasporto su gomma, servizi urbani, aeroporti e porti vanno messi a sistema ........Continua su www.diariosette.it
“E’ essenziale eliminare le armi nucleari ed altre armi immorali di distruzione di massa attraverso divieti giuridici, che devono essere universali, verificabili ed applicabili”: così si sono espressi i partecipanti al 7° summit mondiale dei premi nobel per la Pace, svoltosi a Roma.
“Gli Stati che detengono tali armi – si legge nell’appello finale -hanno il vincolo morale di assicurare che non venga mai usata alcuna di tali armi di sterminio di massa. Vi è un obbligo universale per gli Stati di concludere negoziati verso l’eliminazione delle armi nucleari”. A diciassette anni dalla fine della Guerra Fredda l’incubo atomico rimane, ancora, uno dei principali pericoli per l’umanità.
E i rischi arrivano anche dalle 480 bombe atomiche Nato che, ancora, sono presenti in Europa ( 90 in Italia). Un arsenale da smantellare secondo gli accordi Usa-Urss del 1991. Le armi presenti in Italia sono bombe atomiche di tipo B61 a gravità e si trovano nelle basi di Aviano e Ghedi Torre. Da un'indagine svolta da Eurisko, circa il 70 per cento degli italiani non sa della presenza di queste armi nucleari e una percentuale simile è contraria alla loro presenza nel nostro Paese.
Un articolo pubblicato questa settimana da The New Yorker a firma di Seymour Hersh conferma l´esistenza dell'ipotesi di usare le bombe atomiche B61 per distruggere i laboratori nucleari in Iran. Un'ipotesi - osteggiata da parte del Pentagono - ma che è stata presa in considerazione da parte dell´allora segretario alla Difesa, David Rumsfeld, dopo che era stata proposta una versione delle bombe B61 a minore emissione di radiazioni. Per continuare vai su www.diariosette.it
Continua, senza sosta, il tour de “Il web per amico”, il progetto (le foto si riferiscono alla conferenza stampa di presentazione, N.d.R.) promosso dal Moige e da ‘Sicuramente web’ strutturato in 46 ‘Giornate di Scuola Aperta sulla sicurezza in Internet’. Un modo per far capire i rischi che si celano dietro un utilizzo inappropriato della rete.
“Internet fa parte della vita dei nostri figli – afferma Maria Rita Munizzi, presidente del Moige – è quasi lo specchio del mondo in cui vivono. Un mondo con cose belle ma anche insidie, come quelle della pornografia e dalla pedofilia. Non possiamo vietare ai bambini di usare la Rete ma prima è nostro dovere insegnar loro come evitare o affrontare i pericoli”.
Da due indagini svolte dalla società di sondaggi SWG emerge che, su un campione di 5.000 genitori con figli tra 11 e 14 anni il 93% naviga in rete, ma il 40% si dice ‘poco preoccupato’ e il 24% lascia che i figli ne facciano uso senza controllo. Inoltre in più di una famiglia su quattro (il 28% del campione)...Vai su www.diariosette.it per leggere l'intero articolo
hanno perso la vita due giovani ferrovieri. E’ l’ennesimo incidente che fa gridare allo scandalo.
Dal 22 al 23 novembre prende il via , a Napoli, Undine - Ingeborg Bachmann. Stranieri a Napoli negli anni Cinquanta, un ciclo di eventi (mostra fotografica, convegno di studi e intervento drammaturgico) incentrato sul valore letterario ed esistenziale di una delle personalità femminili più significative del ‘900: Ingeborg Bachmann, poetessa, scrittrice e giornalista nata a Klagenfurt in Carinzia, dove vi rimane fino al 1945. Premiata nel 1953, in occasione del congresso del Gruppo 47, con la raccolta di poesie Die gestundete Zeit. Nel 1956 pubblica il secondo volume di liriche, Anrufung des Großen Bären, per cui ottiene il premio letterario della città di Brema. Nel 1961 pubblica la raccolta di racconti Das dreißigste Jahr, che ottiene numerosi.....Continua la lettura su www.diariosette.it E’ un futuro denso di nubi quello che i maggiori esperti hanno delineato al summit di Nairobi sui cambiamenti climatici. Persino l’Africa che, nell’immaginario collettivo, è un continente che non conosce la ‘parola inquinamento’ deve, però, fare i conti con piogge che scarseggiano, spiagge che scompaiono, innalzamento del livello del mare. Cambiamenti climatici che hanno, in continenti come l’Africa, conseguenze sulla sopravvivenza stessa delle popolazioni costrette sempre più spesso a lasciare i villaggi e le terre di origine, a diventare rifugiati del clima. Persone che non sono più in grado di assicurare la sopravvivenza nelle proprie terre a causa di siccità, erosione del suolo e conseguente perdita di terreno coltivabile, desertificazione, deforestazione, alterazioni della disponibilità d’acqua e di cibo, aumento della mortalità a causa di malattie o epidemie provocate dalle alterazioni del clima. Significativo il contributo, dato alla discussione, da alcuni ‘testimoni oculari’ di ciò che sta avvenendo nel ‘continente nero’..... Le drammatiche testimonianze su www.diariosette.it
“Napoli è una realtà dove bisogna cercare di fare gioco di squadra, forze di polizia, magistrati, società sana, associazioni, istituzioni. C’è bisogno di sicurezza partecipata, che significa mettersi insieme, camminare insieme”. A sostenerlo è Antonio Manganelli, vice capo della Polizia.
Utilizzando un esercito di insegnanti per generare quello che il diellino Riccardo Villari definisce “un cambiamento culturale, che non può non partire dalla scuola e dalla lotta all’evasione scolastica”. Alle scuole superiori più del 43% degli studenti (19.091 ragazzi rispetto a quanti si iscrissero cinque anni fa) si perdono per strada. Un dato molto vicino a quello di Palermo e Catania ma più alto del 10% della media nazionale. Una percentuale che, nella città partenopea, cresce vertiginosamente se si considerano gli istituti scolastici. In questo caso gli indici di abbandonano sfiorano la soglia del 60%.“L´intervento delle Forze dell’ordine è uno degli interventi necessari, ma di sicuro non basta”, dice il ministro Amato che aggiunge:“c’è un problema di adempimento dell’obbligo scolastico e di incremento delle ore di lezione, per consentire ai bambini di restare in un ambiente più idoneo a dare loro il senso di un´ educazione della vita collettiva, che non trovi più nel camorrista il modello di riferimento”. ..... Continua su www.diariosette.it